Miglior casco ciclismo: sicurezza e comodità in bici

casco ciclismo

Piste ciclabili inadeguate o addirittura inesistenti espongono i biker a diversi pericoli. Il casco implementa la sicurezza su strada e pur non essendo la panacea di tutti i mali, diminuisce i rischi da impatto, assorbendo l’urto e proteggendo il cranio.

Ma quali sono i fattori che possono motivare una scelta piuttosto che un’altra? Vediamoli insieme.

Struttura casco ciclismo

L’inadeguatezza delle piste ciclabili soprattutto in molti comuni del Sud , nonché il traffico motorizzato rendono i rider molto vulnerabili su strada. Distrazioni in auto o sui motocicli, buche e tombini, sono spesso la causa di cadute e incidenti più o meno gravi, così come testimoniano i rapporti dell’Oms sulla sicurezza stradale

Anche se indossare il casco non equivale sempre ad una totale sicurezza, è tuttavia utile per ridurre i rischi da impatto e minimizzare gli urti. I danni cerebrali, infatti, avvengono perché con la caduta e il conseguente schianto contro il suolo o qualsiasi altra superficie non di certo morbida, il cervello si muove all’interno del cranio toccandone le pareti. I moderni caschi sono progettati, invece, per distribuire la potenza dell’urto su tutta la calotta interna che si deforma in modo plastico (cioè senza tornare nella posizione di partenza) e controllando la violenza dell’impatto.

Il mercato offre un’ampia varietà di caschi adatti a qualsiasi esigenza e a tutte le tasche. A tal proposito, bisogna chiarire che il grado di protezione di questi dispositivi non viene definito dal prezzo in vetrina, ma dai materiali i

mpiegati, dal tipo di struttura e soprattutto dalla certificazione CE che stabilisce gli standard minimi di sicurezza, in linea con le normative europee attualmente vigenti. In termini di soldoni, significa che anche un casco economico può essere di ottima qualità e garantire un’elevata protezione per il biker.

I moderni modelli da ciclismo hanno raggiunto una leggerezza che fino a qualche anno fa era davvero impensabile. In particolar modo quelli professionali sono pratici, comodi da indossare e aerodinamici, studiati appositamente per non ridurre la velocità in corsa.

In sostanza, la struttura dei caschi per ciclismo è così costituita:

  • Calotta esterna. Di solito è realizzata in policarbonato oppure in fibra di carbonio e garantisce una leggerezza fuori dal comune. In caso di incidente o di caduta, la superficie liscia riduce l’attrito con il terreno ed evita che oggetti contundenti possano ferire il capo del biker. L’estetica è molto ben curata con vernici colorate e resistenti agli agenti atmosferici.
  • Calotta interna. Adeguatamente saldata a quella esterna, viene realizzata in poliuretano espanso oppure schiumato. Assorbe gli urti e smorza la violenza dell’impatto, proteggendo il rider da possibili danni cerebrali.
  • Fissaggio posteriore. Il corretto fissaggio del casco alla nuca avviene mediante una rotella che fa muovere due segmenti graduati, avvicinandoli o allontanandoli all’occorrenza.
  • Cinturini di cordura. Possono essere realizzati in gomma oppure in pelle ed evitano lo scalzamento, cioè lo scivolamento del casco durante la corsa. È importante che siano morbidi e che non irritino la cute.

L’elevata deformabilità del casco dopo un forte impatto, ne determina l’inutilizzo. Per cui va gettato immediatamente e sostituito con un altro nuovo. Le capacità di assorbimento, infatti, sono già state seriamente compromesse e il casco non riuscirebbe ad attutire la violenza di un ulteriore impatto in futuro. Ne deriva che, la funzionalità e la dinamica di utilizzo sono molto simili a quelle dei caschi per motociclisti.

Tipologie di caschi per ciclismo

La scelta del dispositivo di protezione più adeguato dipende sostanzialmente dai gusti personali ma anche dalle necessità, dai campi di utilizzo e dalle capacità di adattamento alle diverse discipline:

  • Caschi per ciclismo su strada
    La forma affusolata riduce al minimo qualsiasi attrito con l’aria. Sono aerodinamici, leggeri e ben aerati grazie alle numerose bocchette presenti. Vengono fissati al capo mediante un cinturino sotto il mento e regolati attraverso un dispositivo posto nella parte posteriore.
  • Caschi per BMX
    La specialità si basa su trick di ogni tipo, salti, giravolte e altri numeri di freestyle. L’aerodinamicità viene penalizzata a favore della protezione del cranio a 360 gradi. Coprono adeguatamente nuca, tempie, fronte.
  • Caschi MTB
    Molto resistenti, sono in grado di proteggere non solo dagli urti ma anche dall’impatto accidentale contro rami, rocce e dai sassolini sollevati dalle altre bici che precedono il rider. Il rivestimento esterno è molto resistente agli agenti atmosferici, ma anche al fango e alla sabbia. Alcuni modelli sono provvisti di visiere.
  • Caschi per off-road
    Di tipo integrale, sono molto simili a quelli utilizzati dai motociclisti. Provvisti di protezione per naso, denti e mento sono aperti all’altezza degli occhi per consentire di inforcare le apposite lenti. La struttura è in grado di sopportare urti ad alta velocità, proteggendo nuca, testa e volto da cadute sgraziate, forti impatti su rocce oppure radici.

Casco ciclismo: come scegliere?

Premesso che non esiste un casco migliore di un altro, la scelta va effettuata sostanzialmente in base all’utilizzo, alla disciplina, al gusto personale e ad alcune caratteristiche fondamentali, tra cui si evidenziano:

  • Etichetta
    Prima di acquistare un qualsiasi dispositivo, è bene verificare che sia presente la dicitura DIN EN 1078 (CE), che garantisce l’omologazione e l’estrema protezione in caso d’urto. Il rilascio di questa certificazione indica che sono stati eseguiti tutti i test meccanici e di sollecitazione necessari per verificare le capacità di assorbimento in caso di forte impatto.
  • Integrità della calotta esterna
    Controllare la vernice e la presenza di eventuali piccoli graffi o crepe. Anche la più piccola ammaccatura è sinonimo di compromissione.
  • Calotta interna
    Non devono essere visibili rigonfiamenti tagli o deformazioni di vario tipo: potrebbe trattarsi di un casco fallato oppure usato, da ritirare immediatamente dalla vendita.
  • Cinturini
    Devono essere perfettamente integri (senza sfilacciamenti oppure tagli) e morbidi per evitare irritazioni. Inoltre, non devono deformarsi oppure piegarsi. Optare pertanto per quelli in pelle o in gomma.
  • La chiusura deve essere di qualità
    Per verificarne la resistenza, è sufficiente aprire e chiudere più volte il sistema.
  • Vestibilità
    Un buon casco deve calzare perfettamente, senza muoversi o spostarsi durante i movimenti più elementari. Non deve essere troppo largo né troppo stretto: la misura non corretta potrebbe pregiudicare il compito e la funzionalità del casco. Nel caso di un dispositivo troppo piccolo, c’è inoltre il rischio che comprometta seriamente l’ossigenazione cerebrale.

Manutenzione e quando sostituire un casco

Il casco per ciclismo non è eterno.

Quando si hanno dubbi sulla sua affidabilità, oppure si è stati protagonisti di un brutto incidente, una caduta con un forte impatto, è bene acquistarne un altro.

Come accade per la bici, anche il casco deve essere sottoposto ad una regolare manutenzione per durare più a lungo.

Bisogna mantenerlo sempre perfettamente pulito, eliminando ogni traccia di sporco, sabbia, fango o altre sostanze che ne possono graffiare la calotta esterna. Il casco va utilizzato solo ed esclusivamente per andare in bici e non per altre attività ludiche.

Quindi, dopo l’uso va riposto accuratamente in un luogo sicuro, lontano da fonti di luce e umidità, facendo attenzione alle cadute accidentali.

I caschi per biker temono le alte temperature. Bisogna ricordare, infatti, che le singole parti sono tenute assieme da speciali colle che, con il caldo eccessivo possono seccarsi o addirittura sciogliersi. Di conseguenza, il dispositivo perde le sue caratteristiche meccaniche e pertanto è necessario sostituirlo con uno nuovo.

Per mantenere inalterate le proprietà del casco bisogna evitare di attaccare qualsiasi oggetto alle fessure di aerazione, al fine di evitare di danneggiare la calotta esterna e di comprometterne la funzionalità. Per cui, sono bandite le videocamere e le luci di segnalazione.

A tal proposito il mercato propone diversi modelli di caschi omologati già provvisti di lampade a LED per segnalare la presenza di un biker su strada nelle ore notturne, emettendo luce lampeggiante lenta, veloce oppure costante.

In caso di danneggiamento, anche lieve, evitare assolutamente qualsiasi tipo di manomissione. Graffi, rotture, ammaccature o eventuali parti scollate indicano la perdita delle proprietà meccaniche del casco che non possono essere in alcun modo ripristinate. Pertanto, non rimane altro che cambiarlo. Questa accortezza va rispettata soprattutto per i caschi dei bambini, in modo da garantire loro la massima sicurezza in corsa.

Come pulire un casco

La manutenzione della calotta interna è una gran bella abitudine per eliminare ogni traccia di capelli, sudore, saliva, fango oppure sporco. Per una pulizia efficace basteranno appena 10 minuti e un po’ di olio di gomito. Dopo aver riempito una bacinella capiente con dell’acqua tiepida, versare qualche goccia di sapone per i piatti. Strofinare le due fascette energicamente per eliminare ogni macchia e lasciarle in ammollo per almeno cinque minuti.

Nel frattempo, inumidire un panno e strizzarlo per bene. Passare la pezza in tutte le fessure d’aerazione della calotta interna e sulla chiusura a cremagliera nella parte posteriore.

Per quanto invece riguarda la calotta esterna del casco, procedere con un apposito prodotto spray e spruzzare un sottile velo su tutta la superficie. Eliminare con uno straccio la schiuma in eccesso e strofinare energicamente, quindi lasciare asciugare il casco all’aria aperta, all’ombra, lontano dalla luce diretta del sole. Questa operazione va eseguita preferibilmente in una giornata soleggiata, calda e priva di umidità, al fine di evitare che l’imbottitura interna del casco possa emanare cattivi odori in seguito.

Non utilizzare il phon o altri sistemi per accelerare il processo di asciugatura.

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